Chester Bennington dei Linkin Park si è suicidato.
Per chi, almeno una volta nella sua vita, ha pensato veramente di togliersela come me è qualcosa che non lascia indifferenti.
Sono un fan dei Linkin Park.
Come tanti della mia generazione, li avevo conosciuti grazie alla saga di Transformers e poi mi ero affezionato ad Hybrid Theory. Ma apprezzo tutta l'evoluzione della band, anche gli ultimi album Living Things e One More Light. La voce di Chester è il motivo per cui mi sono avvicinato al Metalcore e al Metal più in generale ed è sempre stata per me fonte di ispirazione; ho una loro maglietta autografata; so anche la parte rap di Mike di qualche canzone; ecc.
Ma non voglio parlare di fino a che punto sono o non sono un fan sfegatato della band.
La questione è un'altra: sono rimasto davvero scosso.
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Quindi, ricapitolando. Sono un fan dei Linkin Park e io stesso ho provato ad uccidermi. Questi sono i fatti. Un altro fatto è che continuo a piangere per via della sua morte. Ci ho messo tanto per decidermi a scrivere questo post e ci ho messo anche di più a realizzare che effettivamente il cuore di Chez non batterà mai più. Proprio ora mentre sto scrivendo ho un enorme groppo e sto per scoppiare a piangere.
Certo, quando arrivi a prendere questa decisione e a metterla in atto hai finalmente trovato la pace con te stesso. Per te è una liberazione. Ma il problema è il prima: quando stai ancora valutando se davvero non c'è altra strada se non la morte. Quando ancora basterebbe la mano di una persona a te vicina per trarti in salvo. E Chester di persone valide che avrebbero potuto trarlo in salvo ne aveva. Probabilmente lo avevano già distolto in precedenza dal pensiero del suicidio data la depressione contro cui combatteva da anni. Ma la morte di Chris Cornell, frontman dei Soundgarden, gli ha inflitto il colpo critico.
[continua..]
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